giovedì 23 marzo 2017

GOODBYE: Addio a Tomas Milian

Carla, che è quell'aria, quello scontento? Allora vuoi dare ragione a Lisa. Mi ha fatto una lezione di grammatica elementare della vita stasera, secondo cui tu dovresti essere serena e felice. Non ti manca niente.
(Carlo - Gli indifferenti, 1964)


Tomas Milian (1933- 2017)

mercoledì 22 marzo 2017

LEZIONE DI CINEMA: L'off screen sound in C'era una volta il West



Il bello del cinema è che si può creare un mondo dove i pensieri, la musica e i rumori prendono vita autonoma, come se si materializzasse un flusso di coscienza che di solito è quasi una esclusiva di un certo tipo di letteratura (Italo Svevo, Marcel Proust, Virginia Woolf ne furono i massimi esponenti). 
Nel cinema questo flusso di 'rumori' ci sono, ma non si vedono, grazie alla tecnica dell'off screen sound. In che senso? Come nella musica extradiegetica, che accompagna il film e il personaggio che non può udire la musica, fungendo da colonna sonora (a differenza della musica diegetica che avviene in campo, per esempio quando un personaggio suona il pianoforte a una festa), il suono è anch'esso fuori dal campo, ma a differenza della musica extradiegetica, il personaggio sente il rumore/canzone/suono, mentre lo spettatore non può risalirne la fonte. In questo caso il suono è acusmatico (cioè fuoricampo) e diegetico (che viene sentito dal personaggio) 
Uno degli esempi di off screen sound avviene in C'era una volta il West (1968). Nella scena finale, il personaggio di Charles Bronson, Armonica. viene inquadrato in primissimo piano mentre si volta all'orizzonte perché sente il fischio del treno che sta per arrivare in città, ma noi non capiamo da dove arriva finché il dolly non alza l'inquadratura facendo uscire dal campo visivo Bronson per inquadrare il treno in lontananza (che arriva mediante l'uso di un campo lungo). 
La bellezza di questo espediente tecnico, miscelato con la musica extra-diegetica di Ennio Morricone, conferisce alla scena realismo, con un tocco di liricità che chiude alla perfezione questo grande western di Sergio Leone

domenica 19 marzo 2017

MONOGRAFIA: Joan Fontaine



 Bellezza, fragilità e insicurezza. Queste erano le caratteristiche che forgiavano i personaggi di Joan Fontaine - in arte Joan de Beavoir de Havilland - nacque a Tokyo il 22 ottobre del 1917. 
Si trasferì in America da bambina, in seguito alla separazione dei genitori, anche se all'età di 15 anni decise di raggiungere il padre in Giappone dove visse per due anni. 
Decisa a voler entrare nel mondo dello spettacolo, dovette cambiare il proprio cognome perché la a madre era in disaccordo, così l'aspirante attrice usò il cognome d'arte Fontaine.
Esordì nel mondo del cinema nel 1935, dopo aver studiato recitazione con Max Reinhardt, facendo il suo esordio nella pellicola Call it A Day, mostrando già un talento naturale per ruoli di donna fragile e insicura. Dopo l'esordio, venne scritturata dalla RKO, ma dopo l'ottimo esordio, conseguì una serie di flop cinematografici, tra cui Una magnifica avventura (1937) a fianco di Fred Astaire e una serie di ruoli in cui recitava la parte dell'ereditiera eccentrica, come in Gunga Din di Roger Stevenson e Donne (1940) di George Cukor, al fianco di Joan Crawford e Norma Shaer. 
Questi ruoli non le consentirono di ottenere la celebrità sperata, tale che la RKO decise di non rinnovarle il contratto. Fortunatamente per lei arrivò una festa, l'incontro con il produttore David O'Selznick (lo stesso di Via col vento in cui recitò la sorella maggiore Olivia de Havilland) che le diede il ruolo da protagonista in Rebecca (1940), diretto da Alfred Hitchcock. 
Joan Fontaine dimenticò i ruoli eccentrici per diventare una donna anonima che vive con l'incubo del fantasma Rebecca, la prima moglie di Max De Winter. E divenne una diva.
Nel 1940 ottenne la sua prima nomination agli Oscar, ma dovette aspettare l'anno successivgo grazie a Il sospetto (1941), nel ruolo di una donna ricca che sposa un fascinoso fannullone (Cary Grant) divorata dal dubbio che voglia ucciderla per il suo patrimonio. 
Joan Fontaine finì per battere la sorella Olivia, anche lei nominata per La porta d'oro, arrivando a un'accesa rivalità tra lei e la sorella, che esordì al cinema per prima e ottenne successo nel 1939 nel ruolo della dolce Melania in Via col vento. 
Alla cerimonia degli Oscar Joan Fontaine in colpa per averle sottratto la statuetta, evitò la sorella che volle farle le congratulazioni, arrivando a non parlarsi fino al 1975, anno della morte della loro madre. Successivamente troncarono ogni rapporto.
Successivamente recitò in Sono un disertore di Anatole Litvak (1943) e Il fiore che non colsi dello stesso anno, che le regalò una terza nomination. 
Lavorò poi con il regista Orson Welles, nei panni di attore questa volta, in La porta proibita, versione cinematografica di Jane Eyer, dove lei interpreta la protagonista e lui il burbero Rochester.
Nel 1948 fu protagonista dello struggente melò di Lettera da una sconosciuta (1948), dove interpreta una ragazza di modeste origini che ha una sola notte d'amore con un famoso pianista, interpretato dal tormentato Louis Jourdan.
Con gli anni Cinquanta iniziò il suo declino, raggiungendo comunque un buon successo a Brodaway in pièce come Te e simpatia, mentre al cinema fu diretta da Nicholas Ray ne La seduttrice (1950) ed ebbe un ruolo non accretitato ne Otello diretto da Orson Welles (1952).
Nel 1953 fu diretta da Ida Lupino ne La grande nebbia, nel ruolo di una donna sposato a un uomo che ha un'altra famiglia. 
Decise di lasciare il cinema con l'horror Creatura del diavolo (1966) che co-produsse, per poi approdare alla TV, ottenendo una candidatura agli Emmy con la soap opera Ryan's Hope.
Sulla competizione con la sorella Olivia una volta disse: mi sono sposata prima di lei, ho vinto un Oscar prima che Olivia l'abbia vinto e se dovessi morire per prima, sicuramente lei sarebbe livida dalla rabbia perché l'ho battuta" .

venerdì 17 marzo 2017

NEWS: Alfonso Cauròn gira un nuovo film



Dopo i fasti di Gravity Alfonso Cuaròn torna a girare un film senza le grandi produzioni hollywoodiane, preferendo un piccolo budget per la sua ultima fatica, che si intitolerà Roma. 
Il film racconterà il massacro del Corpus Christi in Messico, avvenuto negli anni Settanta, raccontando la manifestazione di un gruppo di studenti che il 10 giugno del 1971 scesero in piazza per protestare contro l'ineguaglianza del sistema educativo messicano e contro la privatizzazione delle università - manifestazione conclusasi con l'uccisione di molti manifestanti per mano dei paramilitari.
Per raccontare questa storia, Cuaròn ha deciso di optare per un film indie, rinunciando ad attori del calibro di George Clooney e Sandra Bullock (che ha diretto in Gravity) e del super direttore della fotografia Emmanuel Lubezki (tre premi Oscar di fila e collaboratore di Cuaròn per Gravity e I figli degli uomini, ora impegnato in un altro film), avvalendosi del meno conosciut Galo Olivares. 
Cuaròn ha già girato diverse scene del film, ma la produzione è stata funestata dall'aggresione di alcuni membri della troupe, che sono stati picchiati da sconosciuti che hanno cercato di fermare le riprese.
Incidenti a parte, Cuaròn è riuscito ad andare avanti  con le riprese, che a quanto pare sono già terminate e destinate alla fase di post-produzione. 
Questo è uno dei film più intimi del regista, perché racconterà non solo un fatto di cronaca, ma anche molti elementi della storia partono dai ricordi del regista. Il titolo Roma invece è riferito all'evoluzione  e crescita del Messico in tutti i campi, tale da renderla degna di essere paragonata al glorioso impero romano.


mercoledì 15 marzo 2017

MOVIE ON THE ROAD: Gorkji Park



Gorkij Park è uno dei parchi più importanti di Mosca, come Hyde Park a Londra o Central Park a New York. Il parco è stato intitolato in onore di maskim Go'kij, scrittore e drammaturgo sovietico, padre del realismo socialista (movimento artistico e letterario della Russia degli anni Trenta di impronta marxista-leninista).
Il parco nacque nel 1928 nella zona di Krimsky Val, dalla fusione degli ampi giardini del vecchio Golitsyn Hospital col Neskuchny Palace, e ospita fiere e attività ludiche per bambini, e in inverno offre l'opportunità di pattinare, estendendosi lungo il fiume Moscova. 
Infatti il  parco di divide in due parti: una zona è puramente ornamentale, con laghetti e meravigliose fontane, mentre l'altra parte vi è situato una giostra e soprattutto la navicella Buram, che riprende lo Space Shuttle della NASA, progetto spaziale russo mai terminato. 
Il Gorkji Park diventa la scena di un crimine ne Gorky Park (1983) diretto da Michael Apted. Tratto dal romanzo Gorky Park di Martin Cruz Smith, il thriller racconta la storia del ritrovamento di tre cadaveri orrendamente sfigurati e privati delle loro impronte digitali. Il poliziotto russo interpretato da William Hurt indaga sulla morte di queste tre misteriose persone, di cui una donna americana, finendo per essere coinvolto in un gioco pericoloso tra spie, commerci illegali, che combatterà con la collaborazione dei servizi segreti americani (tra cui figura un grande Lee Marvin).

domenica 12 marzo 2017

MUSIC VIDEO REVIEW: Take Me to Church



Titolo: Take Me to Church
Cantante: Hozier.
Guest Star: Sergei Polounine.
Regia: David LaChapelle.
Durata: 4'07''

Musica, balletto e fotografia: un threesome interessante ed esplosivo, soprattutto quando il fotografo (e regista) è David LaChapelle - regista di un videoclip che vede protagonista l'astro nascente e 'bad boy' della danza Sergei Polunin, sulle note di Take Me to Church di Hozier.
LsChapelle noto come 'Fellini della fotografia', da qualche anno ha smesso di panni trasgressivi di fotografo delle celebrità, scoprendo un lato intimista e introspettivo che si rivela anche nel suo lavoro di filmaker; abbandonando definitivamente i colori pop e fluo - il fucsia era il suo marchio di fabbrica- in nome della sobrietà e della semplicità.
Questo videoclip lo dimostra, dove LaChapelle si limita a seguire il ballerino Polunin, giocando con le luci che provengono dalle finestre di quella che a prima vista sembra una chiesa in costruzione o dismessa.
LaChapelle riprende il filo conduttore delle sue ultime opere (La pietà, Il giudizio universale) e investe di luce 'divina' le perfette movenze dell'astro nascente del Bolshoi - offrendo una sua visione del mondo e della religione. 
Sacro e profano si mescolano: la luce tocca il bad boy della danza, la cui purezza di putto viene disturbata dai numerosi tatuaggi che poco si addicono alla classica figura regale del danzatore classico.
I toni neutri e la luce soffusa fa sembrare Polounine quasi un angelo, la cui 'volontà divina' lo spinge a danzare e a volteggiare con grazia, da cui trasuda grinta e determinazione.
Il climax LaChapelle lo raggiunge quando Polounine è nel centro della scena, abbracciato dai fasci di luce che lo investono. Polunin inginocchiato rinasce dalla luce, come se fosse LaChapelle ideasse - a modo suo - La creazione di Adamo di Michelangelo Buonarroti. 
LaChapelle forse non è più il cattivo ragazzo della fotografia, ma la sua svolta e rinascita artistica ha prodotto un gioiellino di forza e delicatezza che non ha eguali - riuscendo a rappresentare la struggente canzone di Hozier con la sola forza della bellezza.



venerdì 10 marzo 2017

FILMOGRAFIA: Ruth Negga






NOME: Ruth
Negga
DATA DI NASCITA: 07/01/1982
LUOGO DI NASCITA: Addis Ababa, Ethiopia
PROFESSIONE: Attrice










ATTRICE:

(2016-2017) Preacher (Serie Tv) - Tulip O'Hare
(2016) Warcraft: L'inizio - Lady Taria
(2016) Loving - Mildred Loving
(2015) Iona - Iona
(2013-2015) Agents of S.H.I.E.L.D. (Serie Tv) - Raina
(2014) Una Vida: A Fable of Music and the Mind - Jessica
(2014) Dark Souls II (Videogame) - Shanalotte (voce)
(2014) Noble - Joan
(2014) The Money (Film Tv) - Erin Foley
(2013) Things He Never Said (Corto) - Rachel
(2013) Jimi: All Is by My Side - Ida
(2013) World War Z - Dottoressa
(2012) Secret State (Mini-Serie Tv) - Agnes Evans
(2012) Fury - Iris
(2011) Hello Carter (Corto) - Dottoressa
(2010-2011) Love/Hate (Serie Tv) - Rosie
(2011) Shirley (Film Tv) - Shirley Bassey
(2011) El Shaddai: Ascension of the Metatron (Videogame) - Ishtar (voce)
(2010) Bleach (Corto) - Anne
(2010) Jacob (Corto) -
(2010) The Nativity (Mini-Serie Tv) - Leah
(2010) Misfits (Serie Tv) - Nikki
(2010) National Theatre Live: Hamlet - Ophelia
(2010) Five Daughters (Mini-Serie Tv) - Rochelle
(2009) Personal Affairs (Serie Tv) - Doris Siddiqi
(2009) Corduroy (Corto) - Tess
(2009) National Theatre Live: Phèdre (Film Tv) - Aricia
(2008) Criminal Justice (Mini-Serie Tv) - Melanie Lloyd/Melanie
(2006) The Four Horsemen (Corto) - Sacerdotessa
(2005) Colour Me Kubrick: A True...ish Story - Lolita (non accreditato)
(2005) Isolation - La Fattoria del Terrore - Mary
(2005) Breakfast on Pluto - Charlie
(2005) 3-Minute 4-Play (Corto) - Donna
(2005) Stars (Corto) - Sophie (voce)
(2004) Love Is the Drug (Serie Tv) - Lisa Sheerin
(2004) Capital Letters - Taiwo
(2004) Doctors (Episodio Tv: "The Replacement") - Wanda Harrison