domenica 25 settembre 2016

RIFLESSIONI: Caro blog...


Caro blog ti scrivo. 
Caro blog ti chiedo scusa perché non ho mai tempo di scriverti. 
E quando ho tempo sono stanca per stare un po' con te. 
Il tempo non mi basta mai, ho tante cose in testa, ma non riesco a metterle 'nero su bianco', e rimangono nella mia mente, rimuginandoci su.
Caro blog ti chiedo perdono, perché ho tante cose in serbo per te, ho creato tanti progetti, ma non riesco mai a concretizzarli come vorrei e quanto vorrei.
Caro blog ti chiedo perdono.
Anche questa volta, perché il tempo è tiranno, perché la sveglia prima dell'alba è più stronza di me e ti devo lasciare prima del previsto, perché domani tornerò stravolta e non avrò i neuroni per dedicarmi come si deve, con pazienza e dedizione.
Come questa volta e come le altre volte.
Perdonami mia piccola creatura, ma sappi che sei sempre nei miei pensieri, e cercherò di prendermi cura di te un po' di più. Anche quando la pigrizia è più balorda di me.
Alla prossima, non avercela con me!

XOXO, 
la tua blogger,


giovedì 22 settembre 2016

GOODBYE - Two is mej' che uan editon: Addio a Curtis Hanson e Gian Luigi Rondi

La signora con la falce continua a mietere e si porta via Curtis Hanson, regista di L.A. Confidential e Wonder Boys e il critico cinematografico italiano Gian Luigi Rondi.
Hanson era da tempo malato di Alzheimer e si era ritirato nel 2012. Vinse un Oscar per la sceneggiatura del cult noir L.A. Confidential, dirigendo un cast all star (Danny De Vito, Russel Crow, Kevin Spacey e Kim Basinger, anche lei premiata come migliore attrice), e fu proprio la scrittura il primo amore di Hanson: scoperto da Roger Corman, fu abile nel prendere il cinema di genere come il noir, rileggendolo in chiave psicologica facendo mentire i suoi personaggi (La finestra della camera da letto del 1987, dove il protagonista interpretato da Steve Guttemberg mente per proteggere l'amante da un possibile scandalo, accettando di essere il testimone oculare di un aggressione,  diventando l'obiettivo del maniaco), oppure facendo patire ai suoi personaggi l'ossessione che sfocia nella vendetta con La mano sulla culla (1992).
Soprattutto diede vita alla sordida Los Angeles di James Ellroy con L.A. Confidential. Dopo l'Oscar Hanson ritorna con Wonder Boys (2000), l'adattamento del celebre romanzo di Michael Chabon, materiale perfetto per scavare nelle bizzarre avventure di uno scrittore in crisi creativa, con un Michael Douglas in splendida forma. 
Con In Her Shoes (2005) e Le regole del gioco prende mise in scena i conflitti familiari: due sorelle diversissime tra loro (la seria Toni Collette e l'esuberante Cameron Diaz), ma con lo stesso numero di scarpe in perenne rivalità e la classica diatriba padre e figlio (incarnati da Robert Duvall ed Eric Bana) ne Le regole del gioco (2007), conflitti familiari che erano già esplosi in 8 Miles (2002), dramma interpretato da Eminem (aka Marshall Mathers III) che cerca di sfuggire da un rapporto materno (la rediviva Kim Basinger) e la depressione di una città senza sbocchi come Detroit. Nel 2012 l'inizio della malattia e il canto del cigno con Chasing Mavericks, terminato grazie alla collaborazione con Michael Apted.
La signora falcia alla grande e decide di prendersi l'icona della critica italiana, lasciandoci orfani di
Gian Luigi Rondi, critico per Il tempo e membro della Mostra d'arte cinematografica di Venezia nel 1949 (diventandone il direttore dal 1993 al 1997) e soprattutto noto per essere stato il presidente a vita dell'Accademia del Cinema Italiano e del David di Donatello. 
Scrisse la sua prima recensione nel 1947 per il film Maria Antonietta, interpretata da Norma Shaer, in un periodo in cui i film stranieri cominciavano a essere sdoganati in Italia dopo la fine della legge Alfieri del 1938, messa abrogata dopo la fine del fascismo. 
Rondi fu testimone della rinascita del cinema italiano, frequentando personalità come De Sica, Visconti, Rossellini, diventando amico di Vittorio Gassman e Gina Lollobrigida, che diventeranno i protagonisti di monografie cinematografiche. Negli anni Cinquanta collaborò con René Clair e Joshep L. Mankiewicz, Dal 2008 al 2012 fu il presidente del Festival internazionale del Film di Roma e fu ospite dell'unico programma televisivo riservato al cinema, Il cinematografo di Gigi Marzullo. Al di là delle domande marzulliane, Gian Luigi Rondi fu il pilastro della critica cinematografica e gran uomo di cultura, che attraversò la storia del cinema italiana e non per oltre mezzo secolo.

mercoledì 21 settembre 2016

FILMOGRAFIA: Rachel McAdams





NOME:
Rachel McAdams
DATA DI NASCITA: 17/11/1978
LUOGO DI NASCITA: London, Ontario, Canada
PROFESSIONE: Attrice





ATTRICE:

(2016) Doctor Strange -
(2016) Sherlock Holmes 3 - Irene Adler
(2015) Il caso Spotlight - Sacha Pfeiffer
(2015) Sotto il cielo delle Hawaii - Tracy
(2015) Southpaw - L'ultima sfida - Maureen Hope
(2015) Wim Wenders - Ritorno alla Vita - Kate
(2015) Il Piccolo Principe - La madre (voce)
(2014) La spia - A Most Wanted Man - Annabel Richter
(2013) Questione di tempo - Mary
(2012) Passion - Christine
(2012) La memoria del cuore - Paige
(2011) Sherlock Holmes - Gioco di ombre - Irene Adler
(2012) To the Wonder - Jane
(2011) Midnight in Paris -
(2010) Il buongiorno del mattino - Becky Fuller
(2009) Sherlock Holmes - Irene Adler
(2009) State of Play - Della Frye
(2008) Un amore all'improvviso - Clare Abshire
(2005) La neve nel cuore - Amy Stone
(2005) Red eye - Lisa Reisert
(2005) 2 Single a nozze - Wedding crashers - Claire Cleary
(2004) Le pagine della nostra vita - Allie Hamilton
(2004) Mean Girls - Regina George
(2003) Slings and arrows - Kate McNab
(2002) Hot chick - una bionda esplosiva - Jessica
(2002) Perfect pie - Patsy (all'età di 15 anni)
(2002) My Name is Tanino - Sally Garfield
(2002) Guilt by Association (Film Tv) - Danielle
(2001) Shotgun love dolls (Serie Tv) - Beth

domenica 18 settembre 2016

IL CIRCOLO DI CUCITO: A Renée le critiche le fanno un baffo!




Renée Zellweger è rimasta lontana dagli schermi cinematografici per 6 anni. L'anno scorso però era apparsa a un evento pubblico e i media si erano scatenati su di lei per il suo radicale cambiamento fisico. 
Troppi lifting dicono i giornali di gossip, addirittura si scomodano gli psicologi che cercano di studiarla, affermando che ha voluto eliminare la sua origine sami (la madre è norvegese) per avere un aspetto più europeo e/o americano. 
I gossippari rincarano la dose affermando che è più impenitente del suo personaggio icona, Bridget Jones, perché non essendo più trentenne (fa cafone dire l'età di una signora) non è sposata e non ha figli. 
Renée Zellweger ritorna sì con Bridget Jones, ma se ne discosta ampiamente affrontando i media che l'hanno tanto attaccata, affermando che no, non ha fatto ricorso all'uso del bisturi (che poi, chi non lo fa al giorno d'oggi, e perché lei non potrebbe in ogni caso?), e soprattutto da' una lezione da far rabbrividire gli organizzatori del fertility day per la serie 'no grazie, un bambino non è nei miei progetti di vita nonostante l'orologio biologico faccia tic tac.' 
Renée i media però li sa gestire bene, e punta il dito sul sessismo che 'ordina' alle donne di essere sempre belle e impeccabili, e quando lo fanno vengono criticate per questo (tornare alla voce chirurgia estetica), suggerendo che i media dovrebbero concentrarsi di più sulle questioni sociali, piuttosto che perdere tempo 'a pettinare le bambole'.
Lei fa spallucce e dice 'tiè giornalista dei miei stivali in questi sei anni sabbatici sono ritornata all'università, non ho studiato francese in Francia (ma mai dire mai nella vita) però faccio yoga, ho collaborato con un amico per un programma televisivo, ho passato tempo con la mia famiglia e soprattutto sono stata in Liberia per fare volontariato'. E ora torno al cinema con le nuove avventure di Bridget Jones.'
Alla faccia delle critiche sulle sua faccia!

P.s. Director's cult si scusa con Jennifer Aniston (anche se giustamente ignora la mia esistenza, ma chissene) per aver riportato l'anno scorso l'ennesima notizia su una sua presunta maternità. Cara Jen, se un figlio lo vuoi fare, ben venga, se non lo vuoi fare, fottitene alla grande e sii felice dei tuoi successi, Director's è con te! 

XOXO Director' cult.

mercoledì 14 settembre 2016

FILMOGRAFIA: Gabriele Salvatores

NOME: Gabriele Salvatores
DATA DI NASCITA: 30/07/1950
LUOGO DI NASCITA: Napoli, Italia
PROFESSIONE: Regista, Sceneggiatore

REGISTA:

(2014) Il Ragazzo Invisibile
(2011) Educazione Siberiana
(2010) 1960
(2010) Happy Family
(2008) Come Dio comanda
(2005) Quo Vadis, Baby?
(2003) Io non ho paura
(2002) Amnèsia
(2001) Un mondo diverso è possibile
(2000) Denti
(1997) Nirvana
(1993) Sud
(1992) Puerto escondido
(1991) Mediterraneo
(1990) Turnè
(1989) Marrakech express
(1987) Kamikazen ultima notte a Milano
(1983) Sogno di una notte d'estate

SCENEGGIATORE:

(2002) Amnèsia
(2000) Denti
(1997) Nirvana
(1993) Sud
(1987) Kamikazen ultima notte a Milano
(1983) Sogno di una notte d'estate

martedì 13 settembre 2016

COMING SOON: Bridget Jone's Baby




Bridget Jones (Renée Zellweger) è tornata single dopo aver lasciato Mark D'arcy (Colin Firth). 
Questa volta però non si lascia prendere dallo sconforto, mangiando gelato e ascoltando All By Myself  e decide di buttarsi a capofitto nel lavoro come produttrice di uno show televisivo. 
Il suo stato di 'singletudine' dura poco quando incontra l'americano Jack (Patrick Dempsey). Che sia lui l'uomo giusto per Bridget? La sua vita giunge a una svolta quando scopre di rimanere incinta. Solo che non sa se il bambino sia di Mark o Jack...
Renée Zellweger torna al cinema dopo 6 anni sabbatici da Hollywood e lo fa 'a colpo sicuro' interpretando il suo personaggio icona, Bridget Jones arrivando al terzo capitolo, Bridget Jone's Baby
Diretto sempre da Sharon Maguire, in questa nuova avventura il soggetto è sempre di Helen Fielding, creatrice di Bridget) non c'è Hugh Grant e il suo Daniel Cleaver, ma al suo posto c'è Patrick Dempsey, tornato alla ribalta dopo l'addio a Grey's Anatomy. Il film si discosta ampiamente sia dai racconti scritti dala Fielding nel 2006 e pubblicati sul The Indipendent, sia dal terzo romanzo, Bridget Jones: Mad About a Boy, dove Bridget ha 50 anni (nel film ne ha 43), in realtà è vedova di Marc D'Arcy (tornato vivo e vegeto per la terza avventura cinematografica) e nonostate la prole e il sentore di menopausa, decide di diventare una milf, con bizzarre e goffe conseguenze per 'l'eterna pasticciona' Bridget. 
Rumours dicono che la Fielding pubblicherà in UK il suo quarto libro da cui è tratto questo film, che funge da sorta di anteprima (il romanzo dovrebbe essere pubblicato il 16 ottobre di quest'anno). 
Riuscirà questo terzo capitolo a far ritrovare l'appeal per Bridget, con questa storia nuova di zecca cucita appositamente per lei?

lunedì 12 settembre 2016

NEWS: Venezia 2016 - I vincitori



La 73esima edizione della Mostra d'arte cinematografica di Venezia è giunta al termine e la giuria presieduta da Sam Mendes ha assegnato il Leone d'Oro alla pellicola The Woman Who Left del filippino Lav Diaz. 
Emma Stone vince la Coppa Volpi per la sua interpretazione in La La Land di Damien Chazelle, mentre Oscar Martinéz (El ciudadano Ilustre)  viene premiato per la migliore interpretazione maschile. Nocturnal Animals - l'opera seconda del fashion designer Tom Fors - si aggiudica il Gran premio della giuria. 
Ex-aequo per il Leone d'Argento ai registi Amat Escalante (La region salvaje) e Andrej Konchalovsky (Paradise). Jackie di Pablo Larrain, interpretato da Natalie Portman, vince invece il premio per la miglior sceneggiatura (Noah Oppeneim). Leone d'Oro alla carriera a Jean-Paul Belmondo e Jerzi Skolimosky

I vincitori: 

Leone d’Oro per il miglior film: The Woman Who Left di Lav Diaz
Gran premio della giuria: Nocturnal Animals di Tom Ford
Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile: Emma Stone per La La Land
Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile: Oscar Martínez per El Ciudadano Ilustre
Miglior sceneggiatura: Noah Oppenheim per Jackie di Pablo Larrain
Premio speciale della giuria: The Bad Batch di Ama Lily Amirpour
Premio Marcello Mastroianni: Paul Beer, attrice di Frantz
Premio Leone del futuro per la miglior opera prima: The Last of Us di Ala Eddine Slim
Miglior film della sezione Orizzonti: Liberami di Federica Di Giacomo
Leone d’Argento per la miglior regia (a due film): Amat Escalante per La region salvajee Andrei Konchalovsky per Paradise
Leone d'Oro alla carriera: Jean-Paul Belmondo e Jerzo Skolimosky